L’economia verde in Italia interessa un’azienda su quattro ed hanno investito in prodotti e tecnologie a basso impatto ambientale. Addirittura, l’Italia risulta al primo posto in Europa delle risorse totali impegnate nella green economy.
Questa crisi si può vincere continuando a puntare su innovazione, qualità e sostenibilità in modo da fare efficienza puntando sulla creatività delle risorse umane e sull’uso responsabile delle risorse naturali.
L’Italia, pur con mille lentezze croniche, ha forse saputo interpretare in maniera originale la green economy: nel nostro paese, infatti, la vera forza delle imprese “green” non è solo nel prodotto finito, ma nella capacità delle singole aziende. In pratica, da noi si assisterebbe soprattutto alla riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali dell’industria, più che allo sviluppo di settori innovativi legati alle rinnovabili o ad altri settori chiave. Tanto che, entro la fine del 2011, queste imprese prevedono nuove assunzioni, addirittura al Sud. Ma c’è un altro dato che lascia positivamente sorpresi: la classifica regionale per incidenza delle imprese “green” sul totale, infatti, vede in testa il Trentino Alto Adige, seguito da Valle d’Aosta, Molise, Abruzzo e Basilicata. Segno che dalla sostenibilità può anche arrivare un rilancio per l’economia del Mezzogiorno.
La crisi, del resto, ha posto le imprese davanti a un ripensamento del proprio modello di sviluppo; sono state soprattutto le medie imprese a investire su prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e a minor impatto ambientale.
L’Italia è il paese al primo posto in Europa per numero di aziende che hanno scelto il metodo di produzione biologico per quanto riguarda un comparto importante come l’agricoltura ed è anche il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici.
La green economy si conferma dunque un fattore di spinta della competitività: in tempi di cassa integrazione e di licenziamenti, le imprese che invesono in tecnologie green prevedono, entro la fine dell’anno, nuove assunzioni, per lo più a tempo indeterminato, nei settori della bioedilizia e delle costruzioni. Ciò vuol anche dire che bisogna ripensare la formazione professionale.
La green economy è una possibilità per l’Italia di competere nel mondo e una chiave per le politiche, non solo quelle legate agli incentivi, ma anche quelle a costo zero. La green economy non deve rimanere un settore di nicchia, bisogna che le aziende rispondano positivamente “investendo” anche se i finanziamenti da parte dello Stato sono pochissimi.
La green industry insieme all’economy generale è un campo nel quale l’Italia ha le potenzialità per farcela, anche in un momento critico come quello attuale.
Il “green” ci darà una mano e forse ci salverà in tutti i sensi.
Il green ci salverà
SuperMario bank
L’incarico di creare un nuovo esecutivo di Governo è stato affidato come ormai sappiamo tutti a Mario Monti, noto professore di economia e uomo pragmatico. I giornali di questi giorni salutano tutti il “nuovo” probabile Governo (specialmente quelli di sinistra) con un inno alla gioia. Chiaramente dopo quasi vent’anni di Berlusconismo che ha creato non pochi problemi in special modo perché era un Governo a personam. Creato per difendere gli interessi del Cav., però forse sotto sotto cercando anche misure economiche populiste, cercando di non scontentare il suo elettorato e cercando di non pesare troppo sulle tasche degli italiani.
Questa vuol essere una visione al di sopra della persona Berlusconi, ma avendo una visione fredda del suo elaborato.
“NON” illudiamoci cari signori che Mario Monti uomo delle banche “NON” ci dia dolori: uomo pragmatico non guarda in faccia a nessuno e se una misura va presa, anche se deve toccare le tasche degli italiani, la prende e basta. Non crediamo che ora tutto quello che “brilla sia oro”. Forse come detto prima il fenomeno Berlusconi, essendo abbastanza “populista” e pensando alla piazza del suo elettorato, contava fino a dieci pur di toccare i portafogli degli italiani: Monti temo proprio di no.
Un quotidiano dell’ultrasinistra italiana ieri in un sottotitolo, scriveva brindiamo all’uscita di scena del Cav. (e questo può esser preso senza ombra di dubbio); ma voglio “vedere…” quando il Prof. Mario Monti noto economo, prenderà misure impopolari che toccano gli “eurii” degli italiani non pensando alle difficoltà economiche della gente, se il noto quotidiano dell’ultrasinistra sottotitolerà ancora così: ho dei seri dubbi…
Aspettiamoci peggiori lacrime e sangue dal Prof. Monti prossimo Presidente del Consiglio, datosi che un economo per fare la quadra non guarda in faccia a nessuno, taglia e spacca pur di arrivare all’obbiettivo. Ci arriveremo magari… ma non diciamo a livello di spesa, stavamo meglio quando stavamo peggio.
SuperMario bank è troppo vicino ai poteri forti delle banche, per andar piano di accetta e martello, picchierà e taglierà fino a lavoro finito.
Il vecchio è stato un male, ma non crediamo che il nuovo siano rose e fiori indolori…
Ore delicate
Chi ce lo doveva dire che la nostra Repubblica, fondata sulla Costituzione Italiana; un esempio di democrazia in Europa e nel mondo. Costruita da Padri fondatori esempio per civiltà democratica da dare alle nazioni: dovevamo finire così “conciati” per una persona il cui solo interesse di esser alla guida del Paese era ed è quello personale???
Mi immagino di vedere una Piovra (…) che si divincola che si storce che sputa tutto il suo nero seppia pur di non lasciare il potere in modo leale civile democratico, come fecero molti suoi predecessori: ma che a differenza di – lui misero uomo – sapevano cosa voleva dire il: Senso dello Stato, già da questo comportamento evince che chi ci guidava: non è e non sarà mai uno statista, ma un affarista personale.
Sembra che siamo al capolinea della sua avventura come Presidente del Consiglio il nostro - “caudilho” - nostrano dovrebbe lasciare il posto, andarsene; ma il tutto sicuramente non a un suo galoppino di corte, che questo non avvenga mai!
Altrimenti saremo di punto a capo con una marionetta al posto del puparo…
Ci vuole un taglio netto al sistema Berlusconiano oppure al male peggiore, come già detto, andiamo dritto alle urne.
In queste ore così delicate per la democrazia, non mai come dagli ultimi 20/30 anni: vigilare, vigilare, vigilare!!!
Se dovesse… che accozzaglia
Se dovesse avere l’incarico Mario Monti, per il nuovo Governo “lasciato” dal Cav. dopo una naturale implosione, dopo aver spapolato l’Italia, dopo averci fatto far figure meschine, dopo esser stati dichiarati dalla UE stato non sicuro economicamente.
A Mario Monti spetta compito non facile, come farà a far coesistere nella maggioranza come sembra, il condizionale è d’obbligo perché adesso come adesso nulla è certo ed il silenzio è d’obbligo, dicevo, far coesistere nella maggioranza PD e PDL sarà dura, come visto nelle prime proiezioni future, con l’IDV che romperebbe con il PD dando appoggio esterno e la Lega, che lascerebbe il PDL per mettersi all’opposizione.
Il tutto in una “accozzaglia” di teste che non delinea massima chiarezza, d’accordo la figura di Monti la ritengo ottima, una persona dalla storia e dal curriculum irreprensibile, forse sbilanciato un po’ troppo con i poteri forti delle banche, visto il suo passato, ma dopo tutto sarebbe il Presidente del Consiglio, meno peggio degli ultimi 20 anni.
Anche se per me deve essere un traghettatore alle “elezioni” dato che la maggioranza deve esser dettata dal popolo.
In primavera Napolitano dovrebbe indire elezioni; adesso serve un uomo forte, per portarci fuori dalla melma in cui siamo finiti.
Ma poi la palla deve passare alle votazioni, alla gente, al popolo; d’altronde visto la maggioranza che sembra delinearsi, è difficile vivere in casa con due suocere…
Chissà come mai Silvio
Chissà come mai Slivio Berlussoni non si è visto ancora sui luoghi delle disgrazie avvenute in Liguria nella zona di Genova e La Spezia. Oddio dire disgrazie è una parola “vera” per le vittime innocenti decedute, ma disgrazie che potevano essere evitate quelle nella zona di Genova con tutti quei morti, poteva essere previsto un fatto del genere. Con le previsioni meteo, una città costruita sui fiumi e canali che passano sotto o affianco alle strade non viene in mente che l’acqua delle piogge forti di questi giorni, poteva farli esondare, facendo una strage? Abbiamo avuto anche noi il nostro “tsunami”, eppure gli USA non sanno niente l’Europa neppure (e li lasciamo perdere…).
Il peggio comunque l’ha raggiunto il Presidente del Consiglio, che si è limitato ad un piccolo commento e basta. Senza neanche recarsi nelle zone dell’alluvione. Del Silvio Berlusconi comunicatore che si fa trovare dovunque neanche l’ombra nelle zone del disastro Ligure a Genova, neanche l’ombra dell’Uomo della Provvidenza, del “ghe pensi mì”.
Certo i problemi che lo assillano a Roma, dove sta per perdere il suo Governo, dove li NanodiArcore sta subendo il suo “diluvio universale” sono più gravi per lui ma solamente per lui, il piccolo piccolo dux.
Resta a Roma rinchiuso nel suo Palazzo Grazioli alla ricerca di una maggioranza che non ha più. Ha altro a cui pensare, non gli interessa delle alluvioni che stanno colpendo il Paese. Pensa a quella che che gli sta cadendo addosso a lui: la perdita del Governo la perdita del potere, bello schifo.
Chissà come mai Silvio non si presenta con le lacrime di coccodrillo nelle zone tempestate.
Scommetto una cosa: se eravamo sotto il periodo di – elezioni – e tra un po lo saremo, vedevate come correva sui luoghi delle sciagure.
Anzi “Lui” con i suoi poteri, lui che si crede onnipotente avrebbe fatto “ritirare le acque” come fece il condottiero del popolo ebraico in fuga dal Faraone.
King George: immobile
King George non muove un dito. Il Presidente della Repubblica in base all’art. 88 della Costituzione visto le opzioni che ha nella quale appunto recita:
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Invece Lui tergiversa, scruta, osserva, guarda, dirime ma non muove un dito. L’Italia sta’ andando a fondo e Lui sembra aver le sembianze di Don Abbondio. Presidente so che Lei non leggerà questo mio post, ma per il bene della Nazione sciolga le Camere, sentito Fini e Schifani che spero abbiano a cuore l’Italia non come il Presidente del Consiglio (atti privati in pubblici interessi il minimo…).
Dicevo Emerito King George non resti: immobile.
Sciolga le Camere o almeno quella dei Deputati, dia un incarico esplorativo a una persona emerita in grado di intendere e volere, non come l’attuale Presidente del Consiglio oppure indica elezioni.
Così non possiamo continuare, a meno che vogliamo esser commissariati ed avere gli occhi di tutta Europa in modo ufficiale (perché in modo non ufficiale li abbiamo già) a giudicarci come la prossima Nazione da dichiarare in default la Grecia è difronte a noi. Stiamo attenti.
King George President of Italy, democratic people asks help!!!
Questi sono stati e rimarranno grandi statisti, non gli attuali
Sto leggendo un libro sulla vita di John Fitzgerald Kennedy, e ho trovato un pensiero espresso dal Grande JFK:
“Solo una Nazione
che mette in pratica ciò che predica
sull’uguaglianza dei diritti,
delle Leggi mirate
per il bene del popolo,
per la Giustizia Sociale,
è degna di rispetto”.
Questo è un pensiero che deve far riflettere, la nostra classe dirigente al governo e non. Questo è l’esatto pensiero di uno statista puro, (che purtroppo ha dato la vita per quello in cui credeva).
Come sarebbe salutare per la nostra bistrattata democrazia italica, avere uno Statista così, con queste idee.
Invece qui da noi si pensa al – mercimonio - al comodo, troppo facile politici di tutti i colori. Il popolo italiano è stufo delle vostre prese in giro, quando riuscirete ad esprimere una centesima parte di questa idea sopra descritta sarete degni, di guidare una nazione, o di aver voce. Fino a quel punto è uno vergogna per l’idea dell’uomo politico che cerca di parlare ma sotto niente.
Basta vogliamo una nuova classe dirigente!!!
Rottamiamo il vecchio! Ed i giovani discostino le mummie imbalsamate e le mettano da parte, e si facciano idee e promotori della Nuova Italia.
Via le “cariatidi” di tutti i colori, ed avanti il nuovo.
Il nuovo con un pensiero come sopra, porterebbe la nostra nazione ad esser leader in Europa e nel mondo, altrimenti il lento decadimento già in corso “è inevitabile” il vuoto il nulla è già dentro la nostra povera nazione:
i risultati tutt’ora dimostrati, non possono che darmi ragione.
Una settimana da strapazzo
Sono stato una settimana assente dal blog per una marea di lavoro, ed infine ho preso l’influenza. Per chiudere la settimana mi sono breso si brobrio con la “b” breso ecchhh!!! un bel raffreddore.
Non è cambiato niente “purtroppo“: B. è riuscito nonostante tutto a rimanere in sella, con mille cavilli, chissà quanti milioni elargiti alla Lega per farla stare tranquilla…, riuscendo a spuntarla nella lettera di intenti a Bruxelles.
Silvio è riuscito a fregare Angela e Nicolas; ma l’Europa non è stupida e non fra molto tempo, tornerà a farci i conti in tasca e ci sarà da ridere.
Poi gli intenti promessi in Europa, devono essere attuati in Italia e lì bisognerà vedere quante centinaia di fiducie dovrà chiedere B.
Poi se non passano i suoi intenti B. si vedrà costretto a mollare.
=== Altra ipotesi dei giochi di questa settimana: B. sa già di non passare con i suoi intenti in Italia, incanta per due mesi la UE e agli inizi di gennaio molla l’osso; va da King George rimette il mandato e in primavera si vota (anche se dubito su quest’ultima ipotesi) dato che Slivio e restio a mollar la Sedia, per paura di veder il mondo dietro delle sbarre.
Un bel futuro ci attende…
Sogno abitativo
Le mura domestiche dovrebbero essere un rifugio sicuro per ogni famiglia, ma purtroppo non sempre è così: per molti, per colpa della crisi, è diventato quasi impossibile sostenere le rate del mutuo o il canone d’affitto, al punto che si parla di “emergenza casa”. L’emergenza sta assumendo una portata drammatica, facendo crescere la difficoltà delle famiglie a sostenere il canone d’affitto o a onorare le rate dei mutui, tutto ciò rischia di fare esplodere una vera crisi sociale.
A fare le spese dell’instabilità economica e della precarietà lavorativa, che rendono difficile l’acquisto e il mantenimento di una casa, sono soprattutto le giovani generazioni.
Per andare incontro alle esigenze delle famiglie era stata introdotta la moratoria sui mutui, per consentire ai mutuatari in difficoltà di rimandare il pagamento delle rate. Purtroppo, per molte famiglie, il problema della rata si riproporrà in tutta la sua gravità allo scadere della moratoria.
Per contrastare l’emergenza abitativa, serve un immediato e urgente intervento con un lavoro fatto da tutte le parti di governo: tra Stato, Regioni e Comuni per adottare in tempi brevi un vero e proprio “patto programma aiuto per la prima casa”. Speriamo che la situazione economica in cui il Paese è messo migliori, (cosa difficile da immaginare in tempi brevi), visto che il mercato della “Casa” in generale sta crollando: sia compravendite che affitti. Purtroppo le giovani coppie, “ma anche le meno giovani”, hanno questo grandissimo problema. Avere un tetto sulla testa diventa sempre più difficile, ecco la difficoltà a formarsi delle “nuove famiglie”, il dover vivere in casa con i genitori fino a tarda età, e tutte le complicazioni che l’impedimento di avere una casa propria o in affitto comporta. Purtroppo la casa al giorno d’oggi è “un sogno” speriamo che si avveri presto, sbloccando un mercato bloccato da troppi anni, per chi specialmente vuol costruire una nuova famiglia, o per necesssità deve lasciare il nucleo familiare.
